Come si fa a passare un fine settimana rompendo gli schemi e uscendo dal tran tran della vita quotidiana? Provando il Passante di Mestre, naturalmente. Sì, proprio il Passante, quella lunga striscia di asfalto che fende la campagna veneziana e che l’intera popolazione dei patentati ha atteso come il Messia. Tutto si poteva pensare: che alleggerisse il traffico, che azzerasse le code alla barriera di Villabona, finanche che attirasse turisti da Nordovest (cosa per altro accaduta, con il plauso degli albergatori), ma che diventasse anche una "attrazione popolare", questo proprio no.
Bizzarrie del popolo delle quattro (ma anche due) ruote, di fronte alle quali un casellante attonito ammette quasi con vergogna: «Cosa vuole che le dica, tutta Italia da qualche tempo a questa parte vuole transitare per il Passante». Di certo la cosa renderà felice il governatore Galan, ma non certo gli automobilisti che in virtù dell’ebbrezza per il nuovo nastro di asfalto si sono sobbarcati 22 minuti di coda al casello di Preganziol e 27 a quello di Mogliano (con pagamento manuale, non con il Telepass). Provare per credere.
Ieri, ora di punta, a Villabona non c’era neppure un’auto, pochissime anche sulla tangeziale fino a Marcon: un panorama spettrale a cui i forzati del volante non sono abituati. Eppure le segnalazioni sulla A4 indicavano inspiegabilmente direzione Mestre a quanti dovevano raggiungere le località marine. E il motivo di tale scelta è presto svelato: le lunghissime code che invece si erano create fin dal primo mattino a Preganziol e alla barriera di Mogliano, che hanno indotto i gestori a dirottare le auto.
fonte: Il Gazzettino



















