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martedì 22 dicembre 2009

Alzheimer, la musicoterapia può risvegliare i ricordi

La musica può giovare alle persone affette da questa grave patologia neurologica . Esiste nel cervello infatti un'area dei 'ricordi musicali' che resta intatta nonostante la degenerazione che la malattia produce. Le esperienze dell'Università di Pisa. Le parole di “O’sole mio”,come quelle dell’Inno di Mameli e di molte canzoni popolari non si dimenticano mai. Sono capaci perfino di superare una malattia grave come l’Alzheimer” (500 mila casi in Italia). Lo stesso si può dire della musica in genere. Se il cervello le ha sentite e memorizzate anche in un lontano passato, le ricorda. Anzi, stimolare il paziente a cantarle o ad ascoltare note e melodie conosciute può dare spesso vantaggi. E’ il parere di Michelangelo Mancuso, della Clinica Neurologica all’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana, diretta dal prof. Luigi Murri. Una cura che non costa nulla – La musicoterapia si sta dimostrando sempre più un valido supporto di cura (non certo di guarigione) capace di migliorare e ridurre i disturbi comportamentali. Sembra infatti rappresentare una via d’accesso privilegiata per contattare il cuore dei malati che, malgrado la forte degenerazione mentale, preservano intatte certe abilità e competenze musicali fondamentali quali l’intonazione, la tonalità ed il ritmo. fonte: La repubblica.it P.S. Ho frequentato per dieci lunghi anni un luogo per malati di Alzheimer e posso dire che è vero: persono che non riescono a ricordare nulla del loro passato, non riconoscono i famigliari ma ricordano benissimo parole e intonazione delle canzoni sentite prima di cadere del baratro della malattia.

domenica 21 settembre 2008

Giornata mondiale Alzheimer: sulle famiglie il peso dell’assistenza

Si celebra oggi domenica 21 settembre la giornata mondiale dedicata all’Alzheimer, che in Italia colpisce 500.000 persone, con 80mila nuovi casi ogni anno. Questa forma di demenza progressiva e invalidante compare in genere dopo i 60 anni anche se esistono, ma sono molto rari, casi di esordio precoce. Se il costo medio del ricovero in una casa di cura per un malato di Alzheimer è superiore a 3 mila euro al mese negli Usa e raggiunge i 4 mila euro in Germania, spiega l’indagine, in Italia la stima è in linea con il dato americano, anche se nei casi più gravi (quelli che "necessitano di assistenza infermieristica specializzata" si può arrivare a 6 mila euro al mese. Più in generale, la spesa per l’assistenza privata delle badanti costituisce uno dei costi più significativi fronteggiati dalle famiglie italiane, tanto che nell’82,3% dei casi la badante viene pagata con i soldi dello stesso malato o del coniuge o dei figli. A riportarlo è un’elaborazione dei dati Censis fatta da Allianz, presentata nei giorni scorsi a Milano in un convegno per celebrare la Giornata Mondiale dedicata a questa patologia. fonte: Panorama