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venerdì 4 dicembre 2009

Scavi di Pompei, visita a 360 gradi con l'occhio di Google Street View

Sono già online gli scavi di Pompei come non si erano mai visti. Immortalati con lo speciale 0biettivo delle telecamere griffate Google. Il motore di ricerca più importante della rete, infatti, dopo aver completato la mappatura delle strade più importanti della Penisola, stringendo un accordo con il Ministero dei beni culturali (Mibac) offre da oggi anche una navigazione completa del più importante patrimonio archeologico del Belpaese. I resti della città romana avvolta dai gas e sommersa dalle ceneri e i lapilli del Vesuvio a seguito dell'eruzione del 24 agosto 79 d. C. Grazie a Google Street View, accessibile dal menù mappe del motore di ricerca statunitense, portando il cursore illuminato di giallo sullo spazio solo apparentemente vuoto degli scavi è possibile rivelare e così percorrere comodamente da casa le strade della Pompei antica.
fonte: Corriere della Sera.it

domenica 22 marzo 2009

Google Maps: Street View aggiornato con altre 14 città italiane

Cresce da oggi il numero delle località italiane navigabili con la funzione "Street View" di Google.

Il numero uno dei motori di ricerca sul web ha annunciato oggi che altre 14 città sono ora coperte dal servizio, che consente di "visitare" in 3D una serie di strade e piazze sulle mappe di google (http://maps.google.it).

Oltre a Milano, Firenze, Roma e il Lago di Como, dice la nota "Street View" è disponibile anche per Udine, Genova, Torino, Parma, Bologna, Arezzo, Livorno, Perugia, Bari, L'Aquila, Napoli e la Costiera Amalfitana, Reggio Calabria, Catania e Cagliari.

Inoltre, dice Google, "sono state ulteriormente ampliate le aree coperte nelle zone d'Italia dove il servizio era già disponibile".

"Lo avevamo promesso al momento del lancio di Street View in Italia lo scorso ottobre e ce lo hanno chiesto a gran voce un po' da ogni parte d'Italia", spiega nella nota Giorgia Longoni, Direttore Marketing di Google per l'Italia.

"Siamo quindi molto felici di poter oggi estendere la copertura di Street View, mettendo a disposizione di sempre più persone, in Italia e all'estero, un servizio che permette di far conoscere ancora meglio il nostro Paese".

fonte

sabato 10 gennaio 2009

La bambina è scomparsa? Nessun problema, la troviamo con Street View

(Non è il luogo del ritrovamento ma ci da una idea di quanto ci può offrire google maps)
Quanto contano gli strumenti di Internet nel nostro lavoro quotidiano? Una piccola vicenda americana può aiutarci a comprendere la risposta. E’ la storia di come un poliziotto e un vigile del fuoco di un piccolo paese del Massachusetts, Athol, hanno utilizzato i servizi di Google Maps per rintracciare due persone scomparse: una bimba di 9 anni e la nonna, accusata di averla rapita. Dopo aver ricevuto la denuncia della scomparsa della piccola (la nonna avrebbe dovuto riportarla a casa nel weekend), i due ufficiali pubblici hanno contattato il gestore di telefonia mobile del cellulare della ragazzina, per ottenere le coordinate geografiche da cui proveniva il segnale dell’apparecchio. Ricevute le informazioni che localizzavano il telefonino in una determinata area della Virginia, hanno esplorato la zona su un pc, attraverso le foto satellitari di Google Maps e quelle cittadine di Street View. Quindi hanno fatto una panoramica degli edifici, ne hanno individuato uno che assomigliava a un motel e ne hanno verificato la sua effettiva esistenza online (tramite una ricerca su Internet, ovviamente). Supponendo che la nonna avrebbe potuto nascondere lì la nipotina, hanno chiamato la polizia di stato della Virginia, spiegando la situazione e suggerendo di andare a dare un’occhiata nel motel. Le due donne si trovavano effettivamente lì. fonte:La Stampa

domenica 28 dicembre 2008

Google Maps Street View

È il caso di un ricercatore di fisica all'università di Roma. "Una mattina di primavera scorsa stavo andando al laboratorio dove lavoro" ci racconta "quando ho intravisto con la coda dell'occhio una strana vettura dalla quale spuntava una specie di periscopio rotante". Lui è un tecnofilo convinto che si occupa anche, con ironia della sorte, di tagging, ovvero quei sistemi informatici per etichettare le immagini e facilitare la loro ricerca. Aveva sentito parlare dello sbarco a Roma delle google-mobili e gli era venuta naturale l'associazione. Però non era sicuro, e tutto era finito lì.

"Poi ad autunno, quando il servizio è stato ufficialmente lanciato, mi sono ricordato di quel giorno e sono andato a controllare" racconta oggi. Ha digitato "Via dei Dauni 16, Roma, Italia" (fatelo anche voi) e si è trovato al primo colpo. Prima una figurina che camminava disinvolta, con una specie di terzo braccio che sporgeva dalla schiena. Poi zoomando si capiva che il bizzarro effetto ottico era solo la manica del giubbotto che marciava per fatti suoi. Stringendo ancora si intuiva quasi un sorriso, ineffabile, monalisesco. Ora invece ride davvero: "Lì per lì mi ha fatto un po' impressione sapere di essere stato fatto prigioniero di un database mondiale che tutti possono consultare. Ma poi ho pensato all'aspetto statistico della vicenda: conoscevo la loro politica di "mascherare" digitalmente i volti e mi sono sentito come un ago nel pagliaio umano, l'eccezione alla regola". È divertito, per niente arrabbiato. Tanta sportività deriva dal fatto di non avere niente da nascondere. "Fossi uscito, chessò, dalla sede di un partito politico o da una clinica medica magari l'avrei presa meno bene".

Probabilmente non è il solo a essere stato immortalato dagli obiettivi del colosso di Mountain View. Nessuno però si è rivolto al Garante della privacy per lamentarsene. "Siamo al corrente dell'esistenza potenziale del problema" dice il portavoce "e abbiamo già fatto vari incontri con i dirigenti italiani del motore di ricerca". Per evitare casi futuri le richieste, ribadite ancora poche settimane fa, sono di tre tipi: più garanzie sulla cancellazione veloce dell'ignaro malcapitato una volta che segnala il fatto all'azienda; migliorata affidabilità del software che scherma i volti; maggiore riconoscibilità dell'auto che periodicamente va in giro a scattare le foto. "La vettura deve avere loghi enormi e, se serve, segnalare anche in maniera sonora la sua presenza. Insomma, la gente deve poter accorgersi che qualcuno sta facendo istantanee che potrebbe vederli nel ruolo non richiesto di protagonisti" conclude il dirigente.

FonteLa repubblica .it

venerdì 31 ottobre 2008

Google maps: Street View è approdato anche in Italia

Ecco un particolare di Via della Conciliazione con sullo sfondo Piazza S. Pietro
E' come affacciarsi alla finestra di casa e guardare la strada che passa sotto il proprio portone, ma in realtà si sta comodamente seduti davanti al pc e si passeggia virtualmente per le strade delle città italiane, da Roma a Milano a Firenze al lago di Como: il nuovo sistema Street View di Google Maps è approdato oggi ufficialmente anche in Italia. Tutte le strade delle città coperte dal nuovo servizio internet sono infatti state fotografate e gli scatti sono stati georeferenziati e messi in rete con la possibilità per l'utente di allontanare o avvicinare il proprio punto di osservazione e di ruotare a 360 gradi la propria visuale.
«Questo è solo l'inizio - ha affermato Giorgia Longoni, direttore marketing di Google Italia - dell'applicazione di un servizio che permetterà di far conoscere meglio l'Italia». Le potenzialità turistiche di Street View non sono sfuggite a Regione Toscana, che ha deciso di stringere una partnership con Google, che a breve estenderà il servizio fotografico nelle strade di Pisa, Lucca, Siena e Arezzo.
fonte: Il Messaggero Cliccando sul bottone Street View in Google Maps, si può pertanto evidenziare iil luogo prescelto per un appuntamento, controllare il ristorante prima di prenotare, o anche andare a vedere in anticipo il luogo dove si è scelto di andare in vacanza o di passare il week-end. Particolare cura è stata posta agli aspetti di tutela della privacy che negli Stati Uniti nei mesi passati avevano causato non pochi guai a Google. Considerando la sensibilità che vige in Europa su questi temi, Google si è tutelata innanzitutto utilizzando nella fase di acquisizione delle immagini una tecnologia di offuscamento delle targhe delle automobili e dei volti delle persone che ne impedisce l’identificazione. A tutt’oggi le città coperte da tale servizio sono oltre 50 negli Stati Uniti, oltre ad aree estese dell’Australia, del Giappone e ad altre città in Francia e Spagna. Cliccando sulla mappa si riconoscono perchè evidenziate dal simbolo di una fotocamera.