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lunedì 31 gennaio 2011

Telemarketing: ultime ore, si può dire basta

Da domani si potra' dire di no al telemarketing, le chiamate a pioggia con le quali le aziende tentano di riacciuffare clienti che hanno scelto di passare alla concorrenza o con cui propongono nuove offerte commerciali, prodotti e servizi di ogni tipo. Bastera' una semplice telefonata o un clic sul computer per farsi cancellare dagli elenchi e non essere piu' disturbati. Ma la nuova versione della norma non piace ai consumatori, che parlano apertamente di una ''pessima normativa'' che sfociera' in ''molestie alle famiglie''.

Entra infatti in vigore il 1 febbraio la legge varata nel 2009 che cambia radicalmente la gestione degli elenchi abbonati: si passa cosi' dall'attuale regime dell'opt-in, che prevede l'esplicito consenso del cliente per poter essere chiamato telefonicamente (consenso che spesso viene dato all'insaputa dell'utente all'atto della sottoscrizione del contratto, tra una firma e l'altra), a quello dell'opt-out che, al contrario, stabilisce che gli abbonati sono tutti contattabili, salvo quelli che si iscrivono al Registro delle opposizioni, gestito dalla Fondazione Bordoni.

Per farsi cancellare dagli elenchi e non essere piu' contattati bastera' seguire le indicazioni contenute nel sito della Fondazione, oppure chiamare il numero telefonico che verra' comunicato a tutte le famiglie attraverso una campagna televisiva a cui sta lavorando il Diparimento delle comunicazioni del ministero dello Sviluppo economico, che coinvolge anche il Dipartimento per l'editoria di Palazzo Chigi.

Le modalita' per sottrarsi al diluvio di chiamate verranno comunicate anche dagli stessi operatori telefonici, attraverso la bolletta.

fonte: Ansa.it

domenica 16 maggio 2010

Il telemarketing vi infastidisce? Difendetevi col registro degli "oppositori"

Chi non vuole essere disturbato dalle proposte commerciali al telefono ora può iscriversi in un registro pubblico. Ma resta sempre una tutela ridotta che penalizza i soggetti più deboli e inesperti.
Alle otto di sera, quando vi siete appena seduti a tavola, squilla il telefono e una gentile (e sfortunata) signorina vi fa quella che, a suo dire, è "un'offerta che non potete rifiutare". Cioè cerca di convincervi a comprare qualcosa o a sottoscrivere un servizio di qualche genere. Dagli aspirapolvere ai contratti telefonici, dall'olio d'oliva alle polizze auto, ormai molte proposte commerciali si fanno così, per telefono. E' il telemarketing e le aziende lo usano sempre più diffusamente perché ha costi di gran lunga inferiori alle reti di vendita. Una tutela dimezzata E' una novità introdotta da legge 166 del 2009 che entrerà in vigore a fine maggio. Viene istituito appunto un registro pubblico delle opposizioni al quale ogni cittadino potrà iscriversi per impedire alle aziende di importunarlo telefonicamente. Il registro verrà creato e gestito da "un ente o organismo pubblico titolare di competenze inerenti alla materia" (che paradossalmente non viene indicato nella figura istituzionale del Garante della Privacy). Per sapere quale sia tale ente bisognerà attendere il decreto istitutivo che dovrà essere pubblicato entro il 25 maggio.Si tratterebbe di un adeguamento alla normativa europea che tutela da tempo il diritto alla privacy del cittadino-consumatore. Ma è un'attuazione "all'italiana" che va anche contro lo spirito del Codice della privacy: il principio generale infatti stabilisce che per poter effettuare comunicazioni commerciali l'azienda deve aver ricevuto il consenso preventivo ed esplicito del consumatore. fonte: Virgilio