Centosessanta miliardi di e-mail di pubblicità spam inviate ogni giorno nel mondo, aziende criminali che si nascondono dietro falsi indirizzi e false ragioni sociali in Russia o in Estremo Oriente e vendono così online prodotti farmaceutici taroccati e spesso pericolosi, e che riescono a realizzare ciascuna un fatturato annuo di almeno 150 milioni di dollari. E quel che è peggio, una tecnologia che si aggiorna di continuo per disporre di virus, 'troiani' e altri sistemi nuovi per bucare ogni filtro e ogni difesa. Ecco il mondo della criminalità internettiana, raccontato da un dettagliato studio-reportage da Helmut Martin-Jung sulla pagina scientifica dell'autorevole quotidiano di Monaco Sueddeutsche Zeitung.
La realtà del crimine virtuale supera ormai l'immaginazione, e rende sempre più difficile combatterlo. Martin-Jung cita Patrick Peterson, un esperto americano di lotta anti-spam che per conto della Ironport, un'azienda Usa specializzata nello sviluppo di sistemi di sicurezza per la rete, ha studiato come funziona specialmente il commercio mondiale di medicinali taroccati.
I grandi boss dello spam criminale, calcola Peterson, sono da dieci a quindici persone. Fanno capo soprattutto ad aziende in Russia o in Cina. E una ventina di persone sono i big del commercio online internazionale di medicinali falsi. Il problema più minaccioso è che con virus, programmi software nascosti nelle e-mail, troiani e altri sistemi, i criminali riescono a infettare e a usare come dispatcher almeno centomila computer in circa 106 paesi. Computer i cui proprietari o utenti sono quasi sempre ignari di servire da veicolo.
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giovedì 17 luglio 2008
sabato 12 luglio 2008
attenzione: gira un nuovo virus
Attenzione a mail che annunciano l'inizio della terza guerra mondiale e l'invasione dell'Iran da parte degli Usa. Si tratta di un virus. L'avvertimento giunge dalla casa antivirus Sophos. L'oggetto della mail, per ora solo in inglese e': 'E' iniziata la terza guerra mondiale'. Vi si legge che 20mila soldati americani hanno invaso l'Iran, e si chiede di cliccare su un link per vedere i video girati dai militari. Sul sito pero' non c'e' nessun video, ma un virus del tipo cavallo di Troia'.
fonte: Ansa.itgiovedì 5 giugno 2008
Allarme: infetto il 23% dei computer italiani
È infetto il 23% dei computer italiani: un dato, questo, che colloca il nostro Paese al terzo posto in Europa ed al decimo nel mondo per la diffusione dei virus informatici. Nel 2007 inoltre sono stati rilevati ed eliminati attraverso i sistemi di sicurezza Microsoft oltre 3,5 milioni di software dannosi. Questi i numeri presentati dal direttore della divisione investigativa della polizia postale, Maurizio Masciopinto. "I rischi - ha spiegato Masciopinto, nel corso della presentazione della prima 'Settimana nazionale della sicurezza in rete' - non sono solo per l’utente domestico, ma anche per le imprese. E se quelle grandi hanno affrontato il problema nel modo giusto, le piccole e medie imprese si affidano spesso a consulenti e pseudoesperti che in realtà tali non sono ed i loro server vengono così usati come teste di ponte per attacchi informatici".Il direttore ha poi sottolineato che la "polizia postale è una punta di eccellenza nel sistema di contrasto alla criminalità informatica, siamo ormai diventati un modello per altri Paesi ed i nostri uomini hanno un’altissima specializzazione nel settore".
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